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28 marzo 2010
Migrazioni
Ci ho provato. Ho resistito. A tutti quelli che mi gridavano "wordpress", rispondevo che tanto il mio blog era comunque moribondo, che non valeva la pena investire nella migrazione. Ma quando è troppo è troppo. Anche per un post all'anno, non tollero più la lentezza, la rigidità, il fatto che non sai mai se quello che vuoi fare funzionerà.
E così è addio al cannocchiale. Da ora in poi, se volete, mi trovate su http://sapippia.wordpress.com. Scusate, ma dal mese scorso non riesco ad inserire link nel cannocchiale....il nuovo blog è ancora in costruzione, ma già funziona meglio di questo.
Pipps
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ilcannocchiale
| inviato da sapippìa il 28/3/2010 alle 9:51 | |
20 marzo 2010
Hardship duty station
Lavorare dove lavoro mi da diritto a congedi extra. Ogni tanto mi sono chiesta perché. Mi dicono che è perché sono lontana da tutto e da tutti, perché non trovo gli spaghetti barilla al supermercato – come se ci fosse un supermercato – e perché se disgraziatamente mi faccio male un miracolo è più facilmente raggiungibile di un ospedale decente. Ma ho sempre sospettato che non fosse tutto qui. A New York ci sono dei signori estremamente competenti, degli 007 della sicurezza, che si occupano della security di tutti gli uffici. Gli stessi che ci hanno fatto installare qualche mese fa dei vetri a prova di esplosione alle finestre. In Laos. Nel 2010. Questi signori raccolgono informazioni, preparano tabelle con modelli matematici elaborati ad Harvard e poi ti danno un voto. 6, 8, 12, 14 settimane. Che sono le settimane che devi trascorrere nella tua sede prima di avere diritto ai famosi congedi extra. Decidono quanto hard è la tua duty station. La mia vale 14, 84 giorni di Luangnamtha prima di poter andare a rinfrancarmi e fare scorta di formaggi (pessimi) a Vientiane. Qualche giorno fa, finalmente, ho capito il vero perché. Sono in macchina con tre colleghi rigorosamente laotiani. Il finestrino non si può aprire, che la polvere ci renderebbe rossi come le foglie dei banani che vediamo fuori dai vetri. Leggere non si può, ci sono troppe curve e se ti distrai alla prossima buca sbatti la testa contro il tettuccio. Il lettore mp3 ha la batteria scarica, come nella migliore tradizione. E solo ora capisco le 14 settimane, anzi mi chiedo perché non sono 6, o perfino 3. Lo 007 dedicato al Laos deve avere fatto il mio stesso viaggio, coi miei stessi colleghi e la batteria dell'mp3 scarica. E non gli è rimasto altro che la colonna sonora del viaggio, e di ogni viaggio in macchina e in autobus in Laos. Altro che spaghetti Barilla, dopo sei ore così ti servono due settimane di ferie. http://www.youtube.com/watch?v=R8EPzG_fa5w
<<object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/R8EPzG_fa5w&hl=it_IT&fs=1&"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/R8EPzG_fa5w&hl=it_IT&fs=1&" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object>> P.S.= qualcuno mi spiega perché i link sul cannocchio non funzionano più? e come si mettono i link ai video di youtube??
musica
un
laos
luangnamtha
r&r
| inviato da sapippìa il 20/3/2010 alle 9:51 | |
26 febbraio 2010
Kerp - Scarpe
Il mio quartiere brulica di cani rumorosi quanto inutili. Accolgono i passanti (me compresa) abbaiando e ringhiando come se volesserosbranarli vivi. Li inseguono a distanza ravvicinata terrorizzandoli. La nuova generazione canina del quartiere però ha scelto un altro hobby. Vengono a trovarci in ufficio, si fanno anche accarezzare per distrarci e poi alla coatta addentano le nostre scarpe in sosta davanti alla porta e se le portano via. E così noi ci ritroviamo a dover uscire scalzi o a urlare alla vicina che poi viene e ce ne riporta cinque o sei, tutte debitamente ciancicate. Tral'altro, hanno una predilezione per le sinistre, cosa vorrà dire? Nella foto, scarpe da riparare dal calzolaio del Talat Sao, il mercato del mattino di Vientiane.
| inviato da sapippìa il 26/2/2010 alle 18:32 | |
26 febbraio 2010
Se i blogger in Iran rischiano la pena di morte
di Clothilde Le Coz
Le autorità iraniane lanciano una nuova offensiva contro Internet.
La velocità di connessione ad Internet è stata ridotta in diverse città alla vigilia del trentunesimo anniversario della Rivoluzione Islamica. Questa tattica era già stata utilizzata, in passato, in vista di eventi che l’opposizione avrebbe potuto sfruttare per esprimere il proprio dissenso. Molti siti web sono stati attaccati da hackers: tra questi, Radio Zamaneh, insidiata dal “cyberesercito”, un gruppo legato alla Guardia Rivoluzionaria. Continua qui. (http://www.novamag.it/2010/02/17/se-i-blogger-in-iran-rischiano-la-vita-di-morte/)
Foto di Farhad Rajabali via The Crunch
blog
iran
traduzioni
cose fatte
| inviato da sapippìa il 26/2/2010 alle 16:53 | |
21 febbraio 2010
Dio, patria e famiglia
Ovverosia, c'è sempre un buon motivo per ringraziare di non vivere in Italia: Sanremo.
Mentre voi beatamente vi godevate il festival, io sono stata sottoposta ad una settimana di tortura acustica, i cui ingredienti principali sono stati viaggi interminabili in macchina con tre colleghi laotiani, rantoli di cantanti non meglio identificati, testi ancora meno identificati ma certamente fuori metrica, e batteria del lettore mp3 ovviamente scarica. [continua...]
| inviato da sapippìa il 21/2/2010 alle 11:28 | |
14 febbraio 2010
14 febbraio
Brevi considerazioni del 14 febbraio - scritte in canottiera, il che, vista la data, è già un fatto straordinario. Errore fatale #1
Errore fatale #1 per un dipendente assunto in prova per tre mesi: mandarmi un sms di auguri di San Valentino alle 7 di mattina di domenica, poco importa che sia il 14 febbraio. Poi ci si chiede perché la gente venga licenziata così facilmente. Effetti collaterali del consumismo
 Tutti i miei colleghi laotiani mi inviano sms con gli auguri di San Valentino. Uno afferma con certezza: "Oggi chiami i tuoi, vero?", riferendosi ovviamente (per lui) a quella che immagina per noi essere una grande festa. Ho il vago sospetto che la televisione tailandese abbia un ruolo in questa storia. Astri Oggi è 14 Febbraio. È San Valentino. È anche il compleanno di Roberto. Ma soprattutto, è la Sartiglia e qui non c'è l'ombra di un cavallo. Qualcosa evidentemente non va nel verso giusto.
| inviato da sapippìa il 14/2/2010 alle 12:23 | |
13 febbraio 2010
FOTOBLOG - Finding Figaro

Hair cut in Ban Khamphong, Khmu village in Viengphoukha district, Luangnamtha province
| inviato da sapippìa il 13/2/2010 alle 8:52 | |
29 gennaio 2010
Amministratori sostenibili
A ::su:barralliccu:: piacciono gli amministratori pubblici. Però non tutti, non sempre e non indistintamente. A ::su:barralliccu:: piacciono gli amministratori bravi, quelli che si candidano e si fanno eleggere perchè hanno in testa delle idee da realizzare nel loro territorio. E che poi una volta eletti cercano davvero di realizzarle, quelle idee. Continua qui.
| inviato da sapippìa il 29/1/2010 alle 17:17 | |
17 gennaio 2010
Cosa ho imparato oggi
Ho imparato che se sogni un serpente che ti passa davanti significa chetrovi un fidanzato, se ti gira intorno invece un marito. Se gira intorno alla parte bassa del tuo corpo sarà inferiore a te per posizione, livello di istruzione etc, se invece ti si avvolge dallacintola in su sarà uno superiore a te.
Ho imparato che una donna fu stuprata e uccisa durante la costruzione dell’aeroporto di Bangkok, e il suo corpo cementificato in un pilone (ah, il buon vecchio made in Italy!), così che hanno dovutochiamare uno sciamano per liberare l’aeroporto dallo spirito tormentato della donna. Ora mi sento più tranquilla a volare. Ho imparato che se dormo da sola in una camera con due letti devo mettere una borsa su quello che non uso, altrimenti lo useranno gli spiriti, e devo mettere le mie scarpe rivolte in direzioni opposte per evitare che entrino nella stanza. Sono cose da sapere..
| inviato da sapippìa il 17/1/2010 alle 13:30 | |
14 gennaio 2010
I have a dream – end of holidays blues
Sogno di lavorare in un posto di cui capisco, anche vagamente, anche non completamente, la lingua.
Sogno di poter sollevare la cornetta e telefonare alla mia controparte governativa «Buongiorno Johnny, come va, allora per quel progetto come procediamo».
Sogno di avere un documento ufficiale in mano e di riuscire a leggerlo senza passare attraverso il filtro di sorridenti traduttori e perdere un quarto del senso nel migliore dei casi.
Sogno di lavorare in un contesto in cui mi viene detto come vanno le cose.
Sogno di capire i segreti meccanismi che spiegano perchè, per fare la stessa identica cosa, a volte basta una telefonata e altre invece è assolutamente necessaria una lettera in carta intestata.
(scritto due giorni fa, ora sono praticamente guarita)
| inviato da sapippìa il 14/1/2010 alle 14:22 | |
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